Cosenza. Il Csm indaga sui procedimenti aperti da Cozzolino e la Succurro trema

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Non c’è più pace nel porto delle nebbie. La tanto attesa bufera, molte volte annunciata e sempre “rinviata”, questa volta sta per scatenarsi per davvero, e il forte “vento” proveniente da Roma potrebbe spazzare definitivamente la nebbia che avvolge, da tempo, come in una sorta di incantesimo maligno, una delle istituzioni più importante della città. Ad avvalorare questa tesi, il cambio di “rotta” del Csm nei confronti della procura cittadina da sempre al centro di inchieste mai arrivate a conclusioni e di ispezioni mancate e boicottate. E sta qui l’elemento di novità: per la prima volta nella storia disonesta della procura cittadina, dopo mezzo secolo di malagiustizia consumata alla luce del sole, il supremo organo della magistratura ha deciso, con 10 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti, di aprire “una istruttoria” sull’operato di tutti i pm titolari di procedimenti (in riferimento agli anni 2015/2019) sui reati commessi a danno della pubblica amministrazione.

È intenzione degli ermellini indagare sull’esistenza (più che provata) dell’insano legame tra alcuni magistrati della procura cosentina (Gattopardo e Cozzolino, su tutti), e il mondo del malaffare (pseudo) imprenditoriale travestito da politica. Che tradotto significa certificare, attraverso l’acquisizione dei procedimenti di cui si è occupato quel marlonbrando di un Cozzolino, l’avvenuto do ut des tra la procura e Carmine Potestio. E la prova di tutto questo, come vi raccontiamo da anni, è scritta nera su bianco sulle tante archiviazioni fittizie, di cui ha goduto Carmine Potestio, da procedimenti penali aperti a suo carico dalla Manzini, e sulle assoluzioni, ancora più artefatte, di Mario Occhiuto (caso Cirò), e dei dirigenti comunali per la nota vicenda degli appalti spezzatino. Assoluzioni e archiviazioni che gridano vendetta, tanto evidenti sono i reati di cui si sono resi responsabili il duo Potestio/Occhiuto e banda, che non vederli può significare solo due cose: o i magistrati che hanno lavorato sul “caso” non sanno fare il loro lavoro, oppure si sono resi disponibili a chiudere gli occhi. Da qui non si scappa, perché contro Potestio, Cozzolino, Gattopardo, Mario Occhiuto, carta canta. E non ci metteranno molto gli ermellini a capire come stanno realmente le cose, anche perché a supporto avranno anche tutto il materiale prodotto dalla procura di Salerno, e “cestinato” dall’ufficio Gip di Salerno, che da anni indaga su 15 magistrati, sospettati di corruzione giudiziaria, del distretto giudiziario di Catanzaro (Cosenza compresa).

Se l’intenzione degli ermellini, così come tutto lascia pensare, è quella di fare Giustizia, prima ancora che “pulizia”, non saranno certo le prove a carico di questi lestofanti, a mancare. Ed è per questo che consigliano a quell’intrallazzato di un Cozzolino di fare ammenda, e tirare fuori, come segno di umiltà e collaborazione, il fascicolo che ha imboscato sulla Succurro, e questo, prima che sia troppo tardi. Quello che consigliamo a quell’irriverente di un Cozzolino, per il suo bene ovviamente, è di mandare un segnale di buona volontà, tirando fuori il fascicolo della Succurro, ai giudici del Csm dimostrando, così, con i fatti di voler porre fine alla turpe pratica dell’imbroglio, dell’intrallazzo, e dell’offesa alla Giustizia, di cui è stato indiscusso protagonista presso la procura cosentina, sempre sotto l’attenta regia del Gattopardo. Una conversione che potrebbe essere ben vista dai giudici e che potrebbe anche alleggerire la sua posizione. Insomma Pinù (Cozzolino) stanni a senta, pentiti, che per rimediare ai guai non è mai troppo tardi. Se ti serve una mano sai dove trovarci.

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