Governo di bastardi: Obbligo vaccinale, oggi è l’ultimo giorno per gli over 50

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Nessuna proroga per la norma che impone le tre dosi anche ai lavoratori della scuola e delle forze dell’ordine. Ma le multe da 100 euro continuano ad arrivare, così come i ricorsi

Oggi è l’ultimo giorno di validità dell’obbligo di vaccinazione per over 50, lavoratori della scuola, delle forze dell’ordine, militari e altri. Il decreto numero 1 del gennaio scorso è stato a suo modo storico, visto che il nostro Paese non aveva mai imposto il vaccino agli adulti. La norma è stata usata per dare un’ulteriore spinta, dopo quella del Green Pass, alle coperture, in questo caso tra le categorie considerate più o tra chi svolge un lavoro socialmente importante. La misura da domani sarà ancora valida solo per una categoria di lavoratori, quelli della sanità per i quali scadrà il 31 dicembre. Se non hanno le tre dosi, questi professionisti sono sospesi dal loro impiego e dall’Ordine al quale appartengono.

In 3,3 milioni non hanno rispettato la legge

Il governo non ha intenzione di prorogare l’obbligo, che da domani quindi sparisce. L’Italia è uno dei Paesi maggiormente vaccinati al mondo, e i dati di copertura soprattutto degli anziani sono altissimi. Gli over 50 sono circa 27,7 milioni. Per rispettare la legge sull’obbligo bisogna avere fatto tre dosi e il bilancio finale è di circa il 12% di persone non in regola. Cioè 3,3 milioni di cittadini. Sono infatti 1,7 a non aver ricevuto nemmeno una somministrazione e sono 280 mila coloro che hanno fatto solo una dose. Ma vanno considerati coloro ai quali manca anche la terza, che sono circa 1,3 milioni (al netto di coloro che nel frattempo hanno avuto la malattia e quindi non dovevano ricevere il booster). I dati sono incompleti, perché da una parte non tengono conto dei lavoratori under 50 della scuola, delle forze dell’ordine eccetera che non si sono vaccinati. Inoltre, bisogna considerare che la legge prendeva di considerare le coperture con la prima dose al primo febbraio 2022. Allora le persone non senza vaccino erano un po’ di più. Allo stesso tempo però ci possono essere dei casi di malattia che non sono stati registrati.

Le sanzioni arrivano ancora, per ora sono 2,1 milioni

Chi non si è vaccinato riceve un avviso di sanzione da 100 euro. Fino al 27 maggio ne erano stati mandati circa 1,2 milioni ma le spedizioni proseguono. Il ministero lo ha chiarito alle Regioni, si andrà avanti almeno per tutto giugno con gli invii. Ma visti i dati non basteranno certamente i prossimi giorni per raggiungere tutti coloro che non hanno fatto le tre dosi. E perciò ci si troverà nella curiosa situazione di un obbligo scaduto da tempo e di multe che continuano ad essere notificate. Intanto tra il 27 maggio e oggi sono arrivate altre 560 mila sanzioni, e da qui a fine mese altre 379 mila. Il totale così arriva a quasi 2,1 milioni.

Cosa deve fare chi è in regola e riceve l’avviso

Ci sono 10 giorni di tempo per dimostrare che c’è un errore, magari perché la vaccinazione o la malattia non sono state registrate. I ricorsi devono essere presentati anche via mail alla propria Asl ma in molti li inviano al ministero alla Salute, cosa che ha creato non pochi problemi di gestione amministrativa delle pratiche e fatto perdere tempo ai cittadini (che peraltro devono compilare pure un modulo sul sito dell’agenzia entrate riscossione, da dove partono le raccomandate). Già a maggio erano almeno 90 mila coloro che avevano contestato la sanzione. Il ministero alla Salute ha così deciso di rallentare con le notifiche. “Rispetto alla prima tranche – hanno scritto dal ministero alla Salute alle Regioni – è stata dimezzata la dimensione dei lotti giornalieri da 100 mila a 50 mila, per diluire nel tempo il numero delle possibili istanze dei cittadini e dare alle Asl modo di esaminarle nel 10 giorni previsti, evitando i picchi registrati in alcuni territori nella prima tranche. Ciò implicherà che le consegne proseguiranno per tutto il mese di giugno”.

La questione delle mascherine

Anche il decreto sull’obbligo di indossare le mascherine scade oggi ma in questo caso il governo, che ha tolto le protezioni all’esame di maturità, potrebbe decidere una proroga. Sui trasporti, locali e nazionali, potrebbero infatti restare necessarie.

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