La proteina Spike del SARS-CoV-2 ostacola la riparazione dei danni al DNA

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e inibisce in vitro il meccanismo alla base della diversità anticorpale, la ricombinazione V(D)J

Mike Adams
naturalnews.com

Una nuova sorprendente ricerca pubblicata su Viruses, parte dell’edizione SARS-CoV-2 Host Cell Interactions di MDPI (Open Access Journals) rivela che le proteine spike del vaccino sono in grado di penetrare nei nuclei delle cellule e alterare i meccanismi di riparazione del DNA nucleare, inibendola anche fino al 90%.

Il documento di ricerca si intitola “SARS-CoV-2 Spike Impairs DNA Damage Repair and Inhibits V(D)J Recombination In Vitro” ed è stato scritto da Hui Jiang e Ya-Fang Mei, ricercatori presso il Dipartimento di Bioscienze Molecolari, The Wenner-Gren Institute, Stockholm University, SE-10691 Stockholm, Svezia, e il Dipartimento di Microbiologia Clinica, Virologia, Umeå University, SE-90185 Umeå, Svezia.

Abbiamo salvato una copia del documento di ricerca in un file PDF sul server NN a questo URL:
https://www.naturalnews.com/files/viruses-13-02056-v2.pdf

Nella conclusione dell’articolo, gli autori scrivono: “Abbiamo scoperto che la proteina spike ha marcatamente inibito sia la formazione di foci BRCA1 che 53BP1 (Figura 3D-G). Insieme, questi dati dimostrano che la proteina spike SARS-CoV-2 a lunghezza intera inibisce la riparazione dei danni al DNA ostacolando il reclutamento delle proteine di riparazione del DNA.”

Il meccanismo di riparazione del DNA, noto come NHEJ (Non-Homologous End Joining) è una sorta di sistema intracellulare di “risposta di emergenza” che ripara le rotture della struttura a doppio filamento del DNA. Senza il meccanismo NHEJ, non sarebbero possibili forme di vita pluricellulari. Nessun essere umano, animale o pianta potrebbe sopravvivere senza molteplici meccanismi che riparino e proteggano costantemente l’integrità del suo codice genetico.

I danni al DNA possono essere causati dall’esposizione alle radiazioni, alle sostanze chimiche che si trovano negli alimenti e nei prodotti per la cura personale o anche dall’esposizione alle apparecchiature mammografiche. Anche un’eccessiva esposizione alla luce del sole può causare rotture del DNA, e piccole mutazioni del DNA si verificano spontaneamente in tutti gli organismi viventi. I piloti di linea, per esempio, sono abitualmente esposti a radiazioni ionizzanti dovute alla prolungata permanenza ad alta quota.

In una persona normale e sana, il meccanismo NHEJ ripara il DNA e impedisce il verificarsi di una mutazione patogena. Ma, in presenza della proteina spike del vaccino, l’efficacia di NHEJ è soppressa fino al 90%, il che significa che non è in grado di fare il suo lavoro a causa della ridotta capacità di reclutare le proteine necessarie alla riparazione [dei filamenti danneggiati].

Di conseguenza,  viene introdotta nei cromosomi all’interno dei nuclei delle cellule umane tutta una serie di “errori” dovuti alla presenza della proteina spike dei vaccini mRNA:

Mutazioni o “errori” nella sequenza genetica.

DELEZIONI di interi segmenti di codice genetico.

INSERZIONI di segmenti errati.

Mescolamenti e abbinamenti/permutazioni del codice genetico.

Questi errori, quando si esprimono attraverso la divisione e la replicazione cellulare, risultano in:

Formazioni di neoplasie e tumori in tutto il corpo

Drastica riduzione della produzione di linfociti B e T da parte del sistema immunitario (immunodeficienza indotta)

Disturbi autoimmuni

Invecchiamento accelerato e riduzione della lunghezza dei telomeri

Perdita di funzionamento di sistemi d’organo complessi come il sistema circolatorio, neurologico, endocrino, muscoloscheletrico, ecc.

Danni cellulari simili all’avvelenamento da radiazioni, dove la morte cellulare origina dal nucleo.

Molti di questi effetti sono, ovviamente, fatali. Altri provocheranno alle vittime del vaccino lesioni debilitanti e malfunzionamenti d’organo che richiederanno trattamenti medici per tutta la vita.

La proteina Spike penetra nel nucleo della cellula

Dal lavoro citato:

Meccanicisticamente, abbiamo scoperto che la proteina spike si localizza nel nucleo e inibisce la riparazione dei danni al DNA impedendo il reclutamento al sito del danno delle proteine chiave di riparazione del DNA BRCA1 e 53BP1.

Questo significa che la proteina spike, che è generata nei ribosomi del reticolo endoplasmatico cellulare dopo che le cellule sono state ‘cooptate’ dai vaccini mRNA, non sempre fuoriesce dalla cellula ed entra nel flusso sanguigno, come sostengono i fautori dei vaccini mRNA. In alcuni casi, la proteina spike entra nel nucleo della cellula. Lì, interferisce con il meccanismo di riparazione del DNA come descritto in questo articolo.

“Sorprendentemente, abbiamo riscontrato un’abbondanza di proteina spike nel nucleo (Figura 1A),” hanno concluso gli autori dello studio.

Questo, senza dubbio, significa che i vaccini mRNA provocano alterazioni cromosomiche nelle cellule dell’organismo. E’ la conferma che questi vaccini distruggono l’integrità genetica e mostrano effetti collaterali che non erano stati previsti o descritti dai sostenitori dei vaccini mRNA.

Il Dr. Thomas Levy scrive sulla tossicità della proteina spike su Orthomolecular.org:

Esistono forti timori riguardo alla diffusione post vaccinazione della proteina spike in tutto l’organismo. Invece di rimanere localizzata nel sito di iniezione, dove dovrebbe stimolare risposta immunitaria e nulla più, la presenza della proteina spike è stata rilevata in tutti i distretti di alcuni individui vaccinati. Inoltre, sembra che alcune delle proteine spike circolanti si leghino semplicemente ai recettori ACE2 [sulla membrana cellulare esterna] senza penetrare nella cellula, inducendo una risposta autoimmune all’intera entità cellula-proteina spike. A seconda del tipo di cellula che lega la proteina spike, possono verificarsi diverse condizioni mediche autoimmuni.

Cosa ancora più allarmante, il Dr. Levy spiega che le prove attuali mostrano che la proteina spike continua ad essere prodotta nell’organismo, anche dopo l’iniezione iniziale di mRNA. Egli spiega:

Mentre la patologia sottostante rimane completamente da definire, una spiegazione per i problemi di tipo trombotico e le altre sintomatologie osservate nella COVID cronica e nei pazienti vaccinati fa direttamente riferimento alla presenza persistente della proteina spike, come parte del coronavirus. Alcuni rapporti affermano che la proteina spike può continuare ad essere prodotta dopo l’iniziale legame con i recettori ACE2 e l’ingresso in alcune delle originali cellule bersaglio. I quadri clinici della COVID cronica e della tossicità post-vaccinale appaiono molto simili, ed entrambi sono probabilmente dovuti a questa continua presenza, e diffusione a livello corporeo, della proteina spike (Mendelson et al., 2020; Aucott e Rebman, 2021; Levy, 2021; Raveendran, 2021).

La proteina spike completa ha soppresso in modo massiccio il meccanismo di riparazione del DNA NHEJ

Vedere le figure sottostanti. I frammenti virali SARS-CoV-2 sono chiamati “Nsp1, Nsp5” e così via. Il picco completo è chiamato “Spike” e il nucleocapside, un’altra parte strutturale dell’intera proteina patogena del picco, è identificato separatamente.

Dallo studio:

La sovraespressione di Nsp1, Nsp5, Nsp13, Nsp14, e delle proteine spike ha diminuito l’efficienza di entrambe le riparazioni HR e NHEJ (Figura 1B-E e Figura S2A,B).

Le figure C ed E mostrano la soppressione della riparazione NHEJ da parte di queste diverse porzioni di frammenti virali. (Vedi le linee blu verticali del grafico che rappresentano i livelli di attività/efficienza del meccanismo di riparazione del DNA).

Ciò che questi dati mostrano è che la maggiore soppressione dell’attività di NHEJ è visibile in presenza della proteina spike completa. Dallo studio:

Insieme, questi dati dimostrano che la proteina spike SARS-CoV-2 completa inibisce la riparazione dei danni al DNA ostacolando il reclutamento delle proteine di riparazione del DNA.

Questa è la stessa proteina spike che viene generata a livello cellulare dopo somministrazione di un vaccino mRNA:

Nella figura sotto, vediamo che la soppressione dell’attività di NHEJ mostra una risposta dose-dipendente alla presenza della proteina spike (grafici B e C). Questo indica che più proteine spike sono presenti, maggiore è la soppressione della riparazione del DNA:

Il grafico in basso a destra, G, mostra come la presenza della proteina spike inibisca la riparazione del DNA dopo esposizione a processi di danneggiamento, come radiazioni, sostanze chimiche [doxorubicina] o ossidazione [perossido di idrogeno]. È importante, come spiegano gli autori dello studio:

Dopo la valutazione di diversi metodiche di danneggiamento del DNA, come l’irradiazione, il trattamento con doxorubicina o con H2O2, [si è visto che] c’è meno riparazione in presenza della proteina spike (Figura 2F,G). Insieme, questi dati dimostrano che la proteina spike influenza direttamente la riparazione del DNA nucleare

……….

La presenza della proteina spike interferisce con la normale funzione immunitaria e porta all’immunodeficienza (una condizione simile all’AIDS)

Questo studio ha scoperto che le proteine spike dei vaccini mRNA possono portare a condizioni di immunodeficienza, simili all’AIDS. Questo è coerente con ciò che avevamo precedentemente riferito sulla funzione immunitaria, che cala di circa il 5% a settimana in coloro assumono i vaccini Covid. Dallo studio:

…La perdita di funzione di proteine chiave per la riparazione del DNA, come ATM, DNA-PKcs, 53BP1, et al., porta a difetti nella riparazione NHEJ che inibiscono la produzione di cellule B e T funzionali, portando all’immunodeficienza.

La funzione immunitaria è anche influenzata in maniera critica dalla presenza della proteina spike, e c’è la possibilità di indurre mutazioni cancerose in tutte le cellule del corpo. Come spiega lo studio:

La riparazione dei danni al DNA, in particolare la riparazione NHEJ, è essenziale per la ricombinazione V(D)J, che è al centro dell’immunità delle cellule B e T.

Come spiega anche Science Direct:

Il mantenimento dell’integrità genomica è imperativo per la sopravvivenza di un organismo. Tra i diversi danni al DNA, le rotture del doppio filamento (DSB) sono considerate come le più deleterie perché possono causare morte cellulare se non vengono riparate o a riarrangiamenti cromosomici se vengono riparate in modo errato, portando al cancro.

Inoltre, le mutazioni nei geni NHEJ, tra cui Ku70 e Ku80, sono state associate ad una riduzione della durata della vita nei topi. Inoltre, difetti nella DNA-PKcs (DNA-dependent protein kinase) hanno portato ad un’alterazione del mantenimento dei telomeri e ad una riduzione della durata della vita nei topi. Prese insieme, queste prove suggeriscono che NHEJ gioca un ruolo importante nel prevenire l’aumento legato all’età dell’instabilità genomica e del declino funzionale.

In effetti, questo significa anche che la soppressione del meccanismo di riparazione del DNA NHEJ, causato dalla proteina spike, potrebbe portare ad una riduzione della durata della vita e ad un invecchiamento accelerato.

Secondo alcune stime, il 50% delle persone iniettate con vaccini mRNA potrebbe morire entro cinque anni. Ora abbiamo una comprensione più profonda dei meccanismi attraverso i quali potrebbero verificarsi queste fatalità indotte dal vaccino.

Mike Adams

Fonte: naturalnews.com
Link: https://www.naturalnews.com/2021-11-02-science-horror-vaccine-spike-protein-enters-cell-nuclei-suppresses-dna-repair-engine-of-the-human-body-cancer-aging.html#

Lorena Freddi – resp Comunicazione

Italia Sovrana

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