Scuola e Cultura

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Carenza di docenti, deficit nelle infrastrutture, stipendi non adeguati: il sistema scolastico italiano ha molte lacune. Non poteva essere altrimenti in un Paese che spende solo il 4,1% del proprio Pil per l’istruzione. Siamo tra gli ultimi in Europa, mentre Paesi con un potenziale di investimento simile al nostro, come Francia e Inghilterra, spendono quasi il doppio.

LE NOSTRE PROPOSTE

-Portare gli stipendi degli insegnati con un minimo di 1800 euro mensili netti.

-Tutte le scuole devono essere pubbliche.

-Le scuole private dovranno seguire lo stesso programma della scuole pubbliche.

Tutte le scuole pubbliche dovranno essere di ugual livello (cioè eccellente). 

Questo significa omogeneità dell’istruzione e non istituti di serie A e di serie B: 

L’alta qualità dipende dal fatto che i docenti sono dei professionisti di altissimo livello.

L’insegnamento è una delle professioni che deve godere di maggiore rispetto.

-Per diventare maestri, i candidati devono prima aver conseguito la laurea magistrale e una specializzazione.

-Chi studia per diventare maestro/a mentre studiano all’università, i candidati potranno insegnare come “aggiunti” in una scuola elementare contigua all’università.

Il risultato: si può essere certi che i maestri siano aggiornati al meglio in ambito pedagogico.

“C’è fiducia che gli insegnanti usino al meglio la libertà di cui sono dotati, perché hanno avuto una formazione di alto livello, senza bisogno della paura di controlli e giudizi di ispettori” 

Preparare un programma scolastico dando retta alla ricerca.

Le riforme scolastiche non si dovranno fare in base a calcoli politici, ma il governo dovrà fissare le linee d’intervento quasi esclusivamente sulla ricerca.

Se gli studi dimostrano l’efficacia di un certo tipo di didattica, allora il ministro dell’istruzione dovrà farà degli esperimenti per vedere se si può applicare nella scuola.

l’istruzione è una questione professionale e non politica. 

Non avere paura di sperimentare ed abolire materie

Spesso anzi sempre, vediamo spendere tempo ed energie su materie che non serviranno a nulla nel mondo del lavoro, quindi specialmente per le scuole professionali dovrà dedicare il 75% alla materia professionale e’ essenziale, ed il restante ad una cultura generale, ma che non dovrà influire sul voto finale

Abolizione delle materie in favore di un insegnamento interdisciplinare 

La riforma prevede anche l’abolizione delle lezioni frontali (il docente in cattedra che spiega ad alunni passivi) e introduce la collaborazione tra insegnante e ragazzi che sceglieranno i temi da sviluppare in classe.

L’argomento individuato sarà lo spunto per affrontare anche questioni di attualità, sviluppare competenze informatiche, risolvere problemi, parlare con esperti in diversi settori.

NO LIBRI

Spesso vediamo ragazzini con enormi e pesantissimi zaini in spalla ora basta

-Per ridurre lo spreco di materiale cartaceo nel rispetto dell’ambiente, per eliminare il peso eccessivo sui ragazzi, i libri saranno online sui dispositivi elettronici. Dove le famiglie non possono acquistarli saranno forniti dalla scuola, con l’obbligo di restituzione alla fine degli studi.

-Gli armadietti potranno comunque essere utilizzati per depositare materiale scolastico come quello utilizzato per le materie artistiche o pratiche

-Alternanza scuola lavoro Obbligatoria per le scuole professionali.

FORMAZIONE DEI NOSTRI RAGAZZI ALLA VITA REALE

PREMESSA

visto che I nostri ragazzi in età scolastica non vengono formati alla vita reale, ma da tante lezioni anche inutili per la loro formazione sociale si propone ed approva quanto sgue.

RIFORMA

Oltre all’ reinserimento dell’ educazione civica e studio della costituzione italiana, la nostra riforma vuole l’iserimento nel programma scolastiso ore dedicate alla sicurezza individuale e sociale, con l’accompagnamento di figure professionali atte alla sicurezza dei cittadini. (Polizia/Carabinieri)

Psicologi: Queste figure dovranno seguire i ragazzi più fragili spesso vittime di Bullismo e di debole autostima.

Questa riforma renderà I nostri giovani più attenti e pronti ad affrontare la vita reale e non quella virtuale che insegnano scuola e social..

BAMBINI

Il gioco dei bambini è sacro

-Durante le ore più impegnative e pesanti, soprattutto per i primi anni delle elementari, i bambini avranno diritto ad una pausa un po’ più elastica

Questa politica deriva dalla profonda convinzione che i bambini debbano restare bambini il più a lungo possibile. 

Crescere velocemente per diventare memorizzatori ed esecutori di test non è il loro mestiere.

I risultati parlano da soli:

sempre più studi confermano che gli studenti che fanno un intervallo quotidiano di quindici minuti o più, si comportano meglio a scuola e fanno compiti migliori.

Pochi compiti a casa

Riteniamo, invece, importante che il tempo passato a casa sia riservato alla famiglia, dove le uniche lezioni per i bambini riguardano la vita.

“pochi compiti a casa” è soggettivo come concetto, può essere interpretato da insegnante a insegnante.

I compiti durante il fine settima saranno aboliti, i compiti di ripasso durante la settimana verranno dati soltanto quando ci saranno interrogazioni e verifiche, oppure quando si ritiene necessario per far comprendere meglio agli studenti ciò che si è svolto in classe

Fino a 13 anni niente voti

La pedagogia parte dalla convinzione che tutti i bambini possano imparare a leggere, scrivere, fare di conto e parlare tre lingue come imparano a correre e parlare, senza umiliazioni.

Sarebbe più corretto introdurre i voti dalla prima media, quando gli studenti iniziano a comprendere meglio il valore dello studio e la valenza di un voto che magari è un 6 sudato, perché può essere demoralizzante per un ragazzo che si impegna non vedere risultati ed essere così comparato ad un altro ragazzo che non studia e se la cava comunque.

-Fino a 13 anni non si danno voti.

-I giudizi non devono essere mai negativi, ma cercare di stimolare chi è rimasto indietro.

PIU’ ASILI PIBBLICI DI ALTO LIVELLO

-Certi concetti sono più comprensibili se spiegati in età molto giovane, quindi a sei anni, perché il bambino non ha preconcetti e accetta meglio gli insegnamenti senza aggiungere il suo giudizio su concetti di base.

-Questo contribuisce a far sì che i piccoli, una volta entrati alla primaria, abbiano tutti la stessa preparazione.

-Inoltre le elementari devono cominciare a sette anni (e non sei), quando il cervello è al giusto stadio di maturazione, pronto per apprendere.

-Gli anni di scuola dell’obbligo devono essere solo nove e devono interessare la fascia di età che va dai 7 ai 16 anni.

-A questi si aggiunge un anno di scuola materna non obbligatorio.

-Medico stabile in ogni istituto

-Lo studente avrà diritto a ogni tipo di agevolazione, dalla mensa gratis alle visite mediche, una delle quali è obbligatoria almeno una volta l’anno, in modo da monitorarne il benessere fisico.

-Ogni studente potrà decidere se portare il pranzo da casa e di non usufruire di quello fornito dall’istituto.

-Aule completamente digitalizzate, e il tablet in dotazione a ogni studente permettono di utilizzare quotidianamente la tecnologia nel processo di apprendimento.

-In questo viene data grande importanza allo sviluppo delle capacità autonome e al senso di responsabilità che deve dimostrare l’alunno nell’approcciarsi agli strumenti messi a disposizione.

FINANZIARE LA CRESCITA DELLE SCUOLE PUBBLICHE

-Gli istituti privati non potranno avere alcun finanziamento pubblico, ma auto gestirsi in autonomia, i finanziamenti pubblici dovranno essere investiti per migliorare e sviluppare le scuole pubbliche.

-Lo Stato dovrà controllare in maniera intelligente il settore pubblico ponendo un freno alla privatizzazione: 

-Gli istituti paritari avranno l’autorizzazione a sviluppare percorsi propri solo se collaboreranno con le scuole statali e ne manterranno il programma e impostazione di base.

-In questo modo le scuole private risulteranno più un’integrazione del percorso pubblico, perché si concentreranno su aspetti specifici, quale l’apprendimento di materie extracurriculari, come quelle artistiche o manuali.

-Una volta terminata la scuola dell’obbligo, se si sceglie di continuare a studiare, si può optare per il liceo che prepara agli studi accademici, oppure per le scuole professionali in grado di preparare lo studente sia al mondo del lavoro che alla specializzazione in un ambito specifico. 

-Il sistema universitario dovrà prevedere 16 università canoniche e 24 scuole professionali, tipologie che dovranno essere entrambe gratuite.

PROVVEDIMENTO SCOLASTICO:

Se si dovessero riscontrare nella classe elementi che manifestano bullismo o qualsiasi altra forma di impedimento al regolare svolgimento delle lezioni, i soggetti verranno:

-sospesi con l’obbligo di didattica a distanza.

-Dopo la terza sospensione i soggetti verranno automaticamente presi in custodia dai psicologi, che saranno forniti gratuitamente all’interno dell’istituto.

SICUREZZA

In ogni scuola dell’infanzia e materna saranno installate delle telecamere di controllo.

Nel nostro Paese la laurea sempre più spesso viene vista come un un percorso che ritarda l’entrata in un mercato del lavoro già saturo, in altri paesi la gratificazione per il laureato è una costante del suo percorso.

CULTURA

Tutti i siti culturali che fanno capo al ministero dei beni culturali, quindi beni della nazione, quindi del popolo, dovranno avere accesso gratuito per tutti i cittadini residenti in ITALIA compresa la tassa di soggiorno.

Sono ormai decenni che all’istruzione e ai beni culturali vengono tagliati fondi con la conseguenza del deterioramento o spesso la perdita di beni immobili di grande valore storico. Per tale motivo bisognerebbe aumentare i fondi per i beni culturali e ambientali in modo da tenere in vita il nostro patrimonio storico, che ci ha resi unici e fieri in tutto il mondo.
Il nostro Bel Paese deve rinascere dalle ceneri, come l’Arabia fenice e tornare a splendere come come un tempo. Per ottenere tutto ciò bisogna incentivare il turismo e creare dei collegamenti tra le istituzioni e le agenzie turistiche.
Le istituzioni avranno il compito di redigere un vademecum su come visitare ogni città : borghi, monumenti, piatti tipici dovranno essere esaltati, sopra tutto quelli meno conosciuti. Il nostro paese è tutto da scoprire e spesso quando un turista arriva nelle notre città visita solo i posti più conosciuti quando invece esistono migliaia di luoghi che meritano il giusto interesse. Per cui sarebbe auspicabile una guida particolareggiata di tutti i posti di ogni città e non solo quelli famosi.


-Dare la possibilità ai giovani di poter trovare sbocchi lavorativi nei beni culturali.

-Incentivi agli studi di storia dell’arte nelle scuole e dando la possibilità a chi si laurea di poter accedere ad un lavoro tramite concorso, a patto che il requisito dell’esperienza non sia prioritario ma accessorio.

-Un giovane laureato che vuole lavorare come dipendente dei beni culturali dovrebbe accedere per merito e poi effettuare, almeno i primi mesi, una sorta di corso di formazione , in modo da poter apprendere il lavoro al meglio, così da fare esperienza e poter svolgere sempre di più, al meglio, le sue mansioni.


-Stessa cosa dicasi delle guide turistiche che dovrebbero essere assunte dai Beni culturali e non da agenzie private che non danno il giusto compenso e non sempre stipulano regolare contratto.


In questo modo il turista che arriva in una nostra città avrà una vasta scelta su cosa fare, dove andare, cosa magiare e sarà accolto da personale adeguato che avrà imparato ad accogliere chi ha “voglia di conoscere” la nostra storia e la nostra cultura.
Inoltre per una giusta e periodica manutenzione dei beni culturali e ambientali sarebbe d’auspicio poter usufruire anche di personale extra.

-Non da escludere l’idea di poter far lavorare (come ammenda) chi ha commesso piccoli reati. Per cui con l’auto delle forze dell’ordine creerei delle squadre che potrebbero sorvegliare un gruppo di persone, che occupandosi della pulizia o manutenzione di beni culturali e ambientali, sconterebbe la piccola pena assegnatagli dal giudice. Un sevizio “sociale” che avrebbe due scopi : effettuare una manutenzione periodica e insegnare a chi commette piccoli reati che può rendersi utile alla collettività. Questo permetterebbe anche la riapertura di siti e monumenti sparsi in tutto il nostro territorio , abbandonati da anni e lasciati all’incirca. Perché se riuscissimo a “curare” i nostri beni culturali e ambientali e magari a recuperare quelli abbandonati da tempo, non solo potremmo goderne noi stessi, ma anche il turista ne rimarrebbe piacevolmente stupito.


Senza l’arte, la storia e la cultura non siamo nulla. “Riesumare” la “compianta” Meritocrazia e che venissero aboliti definitivamente i favoritismi e il nepotismo.

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