Una politica senza idee

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Mentre l’Italia, ancora in piena recessione, tenta, con pessimi risultati, di fare ripartire timidamente l’economia nazionale, la nostra amata Europa ci dà il colpo di grazia!
Il rincaro delle materie prime vanifica di fatto ogni nostro sforzo; parlo ovviamente dello sforzo individuale dei nostri cittadini e dei nostri imprenditori, non certo di quello dei politici al Governo ai quali dell’Italia non interessa assolutamente nulla.
Il prezzo del legno è rincarato in pochi mesi del 50%, tanto per aiutare l’industria del mobile; basta fermarsi a un distributore di carburante per rendersi conto di quanto si alleggerisce il nostro portafoglio ad ogni pieno, ovviamente il prezzo del petrolio è diminuito ma ciò in Italia non incide in alcun modo; soia e mais hanno raggiunto prezzi talmente alti da mettere in crisi tutti i nostri allevatori; persino la carne di maiale, la più economica, è raddoppiata nell’ultimo anno.
Ma che importanza può mai avere tutto ciò per gli Italiani? Vuol dire che non cambieranno l’arredamento delle proprie case, che non usciranno più in macchina, che non alleveranno più animali… che brutto vizio voler mangiare!
Come se tutto ciò non bastasse, fra un mese, entrerà in vigore la direttiva europea che mette al bando la tanta vituperata plastica, plastica che come tutti sappiamo fa danno all’ambiente. La norma è del 2019 e fissa la data capestro del 3 luglio di quest’anno per entrare in vigore; il Governo Italiano, nella sua lungimiranza e nella sua costante difesa dell’economia nazionale, ha naturalmente recepito la normativa lo scorso 20 aprile. Daremo così addio ai cotton fioc, alle palettine per mescolare il caffè, ai piatti e ai bicchieri ed alle posate monouso, ai contenitori per alimenti e bevande, alle cannucce per le bibite e persino ai bastoncini per i palloncini dei bimbi.
È giusto pensare alla salvaguardia dell’ambiente ma, possibilmente, dovremmo evitare di fare morire gli italiani, che comunque della natura fanno parte, di fame. Sì, perché l’applicazione di questa ulteriore imposizione europea – la direttiva abbatti plastica e la plastic tax – essendo l’Italia leader europeo nella produzione di tali prodotti significa solo la perdita di altri 160.000 posti di lavoro.
No, non c’è cattiveria da parte dell’Europa, non c’è alcuna intenzione di distruggere la produzione italiana. Tali geni europei vogliono solo tutelare l’economia nazionale – la loro naturalmente e non certo la nostra – costringendo le aziende ad usare bioplastica, cellulosa e legno che l’Italia dovrà importare. Peccato che le bioplastiche, oltre ad essere difficili da produrre, fondono a 65° mentre il caffè, tanto per fare un esempio, esce dalle macchinette per l’espresso a 90°: fa niente, importeremo dall’oriente palette di legno, di cui sconosciamo l’origine, o non berremmo più caffè.
Ancora una volta o ringraziamo l’Europa e i suoi servi che sono al Governo, o ci decidiamo a mandarli a fare dove non batte il sole!
Gaspare Edgardo Liggeri

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