Usa, la Fda chiede la sospensione del vaccino Johnson & Johnson dopo 6 casi di trombosi

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Usa, la Fda chiede la sospensione del vaccino Johnson&Johnson dopo 6 casi di trombosi

La Food and Drug Administration chiede la sospensione immediata delle somministrazioni del vaccino monodose: segnalati 6 casi in donne di età compresa fra i 18 e i 48 anni, una di loro è morta. Il vaccino di Johnson&Johnson è a vettore virale come quello sviluppato da AstraZeneca

La Food and Drug Administration raccomanda la sospensione immediata delle somministrazioni del vaccino monodose di Johnson&Johnson negli Stati Uniti: sono stati segnalati 6 casi di trombosi che si sono verificate circa due settimane dopo la inoculazione. Tutte le 6 persone sono donne di età compresa fra i 18 e i 48 anni: una di loro è morta, un’altra è ricoverata in gravi condizioni. Negli Usa finora hanno ricevuto il vaccino di Johnson&Johnson circa 7 milioni di persone.

La Fda, l’autorità del farmaco statunitense, e i Centers for Disease Control smetteranno di usare il vaccino nei siti federali e sollecitano gli Stati a fare lo stesso in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza. Molti stati Usa si stanno già adeguando: a New York tutti gli appuntamenti già programmati per il vaccino monodose sono stati confermati ma ad essere somministrato sarà il vaccino Pfizer. Mentre nel District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, gli appuntamenti per il vaccino J&J sono stati tutti cancellati in attesa di essere riprogrammati.

I Cdc e la Fda raccomandano una “pausa come misura di estrema precauzione” in attesa che domani venga convocato l’Advisory Committee on Immunization Practices, comitato del Cdc per le vaccinazioni, “per analizzare” i casi di trombosi che si sono verificati per almeno sei donne vaccinate. L’agenzia americana del farmaco poi analizzerà questi “dati ed indagherà questi casi”, si legge in una dichiarazione diffusa oggi dalle agenzie federali.

“Questo è importante, in parte, per assicurare che la comunità sanitaria sia al corrente di queste potenziali reazioni avverse e possa prepararsi a riconoscerle e gestirle in modo adeguato dato il particolare trattamento richiesto da questo tipo di coaguli del sangue”, prosegue da dichiarazione di Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della Fda e Anne Schuchat, principale vice direttore del Cdc, che sottolineano che questi “episodi sono estremamente rari”. “Al 12 aprile oltre 6,8 milioni di dosi del vaccino Johnson&Johnson (Janssen) sono state amministrate e i Cdc e la Fda stanno revisionando i dati relativi a sei casi riportati di casi rari e gravi di trombosi”, scrivono ancora i due ricercatori.

Il vaccino di Johnson&Johnson è a vettore virale come quello sviluppato da AstraZeneca, diverso quindi da Pfizer e Moderna che sono a base di Rna messaggero. Mentre il vaccino di AstraZeneca utilizza l’adenovirus di scimpanzé, quello di Johnson&Johnson utilizza l’adenovirus umano. Secondo quanto scrive il New York Times, i 6 casi di trombosi rilevati sono particolarmente rari e sono note come trombosi venosa cerebrale, la stessa reazione avversa rilevata dopo le vaccinazioni con AstraZeneca. Gli esperti statunitensi temono che la causa sia una risposta del sistema immunitario innescata dal vaccino. Anche i ricercatori tedeschi dell’Università di Greifswald hanno rilevato una reazione immunitaria nei casi di trombosi post-vaccinazione con AstraZeneca, riscontrando un meccanismo molto simile a una trombocitopenia indotta da eparina (HIT) di tipo 2.

Johnson&Johnson fa sapere di essere consapevole delle segnalazioni di alcuni casi di “eventi tromboembolici”, o di trombi sanguigni, a seguito della somministrazione del suo vaccino contro il Covid-19, ma sottolinea che non è stato dimostrato nessun legame con il vaccino stesso. “Siamo consapevoli che eventi tromboembolici, compresi quelli con trombocitopenia, sono stati segnalati con vaccini contro il Covid-19”, afferma J&J nella dichiarazione, aggiungendo però che “al momento non è stato dimostrato nessun nesso causale chiaro fra questi eventi rari e il vaccino Janssen”.

Il vaccino di J&J ha ricevuto l’autorizzazione all’uso di emergenza negli Usa da parte della Fda a febbraio: la speranza era che questo via libera, viste le condizioni relativamente semplici di conservazione del vaccino e il fatto che non preveda un richiamo, avrebbe accelerato le vaccinazioni nel Paese. Il vaccino di Johnson&Johnson costituisce comunque solo una piccola parte delle dosi somministrate negli Usa, dove vengono usati soprattutto Pfizer e Moderna.

1 commento

  1. John &Johnson: ‘Siamo consapevoli che dopo il vaccino covid ci siano i fenomeni di trombosi, ma questo non vuol dire che siano dovuti al vaccino‘ 😂😂😂🤣🤣🤣🤣🤣 Farebbero morire dal ridere……… Se non fosse che la gente ci muore……..

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